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mercoledì 30 ottobre 2013

La nuova stella di Hollywood




Ormai il nome Jennifer Lawrence è sulla bocca di tutti. Chi non si ricorda la famosa caduta sulle scale del Kodak theatre, quando vinse l'Oscar a soli 22 anni per Il lato positivo? Questa star emergente si è fatta notare non solo per il grande talento, ma anche per la spumeggiante personalità, che non esita a diffondere simpatia in chiunque la guardi. (E' stata anche ospite dell'acclamato David Letterman show). Sarà per quel viso tondo dai lineamenti perfetti e un po' infantili? O per le morbide curve che ci ricordano le più famose star del cinema? Jennifer in fondo è una classica americana, nata a Luisville da una modesta famiglia. Continui provini alle spalle e qualche serie tv, il film che la catapultò nel mirino del grande fratello hollywoodiano fu Un gelido inverno, tagliente e brutale, che si poggia essenzialmente sulla sua toccante interpretazione (valsa la sua prima nomination all'Oscar). Ma il ruolo che la rese una nuova e splendente stella nel grande cielo di velluto rosso, fu quello di Katniss Everdeen in Hunger Games - La ragazza di fuoco.
Il primo di una trilogia, grandemente acclamato e record assoluto di incassi. Da qui in poi Jennifer ha avuto la strada spianata, numerosi registi volevano l'impacciata e semplice ragazza d'oro; non solo di capelli ma anche di statuetta: quella che ora probabilmente scintilla sopra il camino del suo salotto. 
Numerosi altri progetti bollono nella pentola della bella attrice. Siamo in grande attesa del prossimo American Hustle (nel cast di nuovo insieme con Bradley Cooper ed un irriconoscibile Christian Bale). Ma per gli amanti del cinema, e della Lawrence, non si può mancare all'appuntamento del Festival del film di Roma (8-15 novembre), che la vedrà solcare il tappeto rosso romano (Si vocifera anche la presenza di Sean Penn). Ultimamente per chi, come me sfoglia riviste, non può non essere saltata agli occhi la sua bellezza naturale e senza trucco: Jennifer Lawrence per Christian Dior! Insomma la giovanissima si sta creando una carriera niente male, non temendo affatto la concorrenza delle altre ragazze prodigio. Prendiamo Emma Stone, per esempio. O Emma Watson. O Kristen Stewart.
Noi tifiamo per lei. Per una ragazza determinata e talentuosa, che non ha paura di mostrarsi con tutti i suoi difetti ed imperfezioni. Dalla grinta inarrivabile.

















venerdì 11 ottobre 2013

Bling Ring


Una passione smodata per la celebrità. Un ossessivo bisogno di possedere, vestiti su vestiti, cose su cose, fino a far scoppiare l’armadio, fino a sommergere l’ego e la casa di meraviglie griffate. Rubarle e goderne. Postarlo su facebook e infischiarsene. È questo l’episodio, o meglio il luogo comune, che Sofia Coppola ha voluto immortalare nel suo ennesimo film a tema fama, soldi, moda (ne è esempio il precedente Somewhere).
Questo inquietante culto per le star, che le trasforma in oggetti del desiderio di milioni di giovani, è ormai la nuova forma di divismo del nostro secolo. L’interesse è tutto per il gossip, giornali scandalistici, smartphone e social network, news da Hollywood o vita privata sbattuta in copertina, di questa gente di spettacolo che vive sotto i riflettori e in ville da sogno. Gente non tanto diversa da noi ma in grado anche e soprattutto di permettersi un guardaroba inverosimile a budget illimitato. È questo che affascina la banda di sette adolescenti di LA, che tra il 2008 e il 2009 ha svaligiato le ville dei cosiddetti VIP. Soprannominati il Bling Ring, hanno arraffato oggetti per un bottino totale superiore a tre milioni di dollari. Non tanto per il culto della Lindsay, Paris, Megan, Rachel, Orlando della situazione, quanto per il gusto di potersi permettere e indossare i loro vestiti e gioielli costosi. E questo dice e mostra tutto. Sotto le varie Birkin, Prada, Vuitton o qualsivoglia griffe, si nasconde un grande vuoto esistenziale, una solitudine che fa quasi pena, e che nel film si traduce in dialoghi, futile mercanzia e situazioni comiche, ai limiti dell’assurdo e del ridicolo. La macchina da presa non scava a fondo, la Coppola si limita a grattare la superficie di un baratro incolmabile, affacciato su questo vacuo squarcio di esistenze. Giudice silenzioso, deus ex machina, documenta lo sbando e l’arroganza di questi scapestrati monelli. Un tema che la regista ha precisato di sottolineare è proprio l’assenza di intimità, sia nelle riprese, sia tra i ragazzi stessi. Il loro rapporto è superficiale, una facciata favolosa come ciò che indossano. Forse solo Marc (Israel Broussard) si distingue per l’iniziale timida ingenuità e il bisogno disperato di integrarsi, anche a costo di compromettere la propria integrità morale. Svetta ovviamente Emma Watson, la stellina di Harry Potter finalmente svestita, letteralmente, dei panni di Hermione. La sua interpretazione non delude, ma nemmeno entusiasma, forse per il calibro trash e di poco spessore del suo personaggio, che le ha lasciato un campo ristretto di interpretazione. (Si era invece fatta valere nel ruolo di Sam in Noi siamo infinito).
Insomma un film piacevole, divertente ed ironico, scandito a ritmo di hip hop con colonna sonora tutta americana. Un cast giovane e frizzante. Un guardaroba glamour e colorato, sogno proibito di ogni donna (che rimanda inevitabilmente alla precedente, eccentrica Marie Antoinette). Nonchè pellicola di apertura al festival di Cannes, Bling Ring è promosso, a  parte forse quel retrogusto amaro che lascia, dettato da un giudizio morale inespresso, ma implicito nel film. Niente che un colpo di lip-gloss o un paio di Loboutin non possano nascondere!



Dafne Berdini


lunedì 7 ottobre 2013

Rush

Un’antica rivalità radicata nella convinzione di poter battere l’altro. È questo lo slancio dal quale parte il film di Ron Howard, Rush. Rivalità, in questo caso, sportiva. Niki Lauda (Daniel Brühl) e James Hunt (Chris Hemsworth), piloti di macchine da corsa, sono opposti nelle scelte di vita ma non nel talento. Un talento che li ha resi leggenda. La trama è quasi uno stereotipo: due abili atleti che si contendono il primo posto nel podio, uno dedito all’alcool, donne e divertimento, l’altro meticoloso, serio e competitivo. Destinati a scontrarsi ma anche a confrontarsi. Non è assurdo pensare che questa sia una reale testimonianza? Vita vera? Una linea sottile che però delimita il confine tra verità e menzogna, tra realtà e finzione. Allora gli eroi esistono, si pensa guardando il film, sotto molteplici aspetti. Non più con elmo, spada e scudo come ai tempi dei Greci, ma a bordo di una Ferrari nuova fiammante. Sono eroi perché guardano in faccia la morte, la sfiorano, la sbeffeggiano, per poi evitarla. "…E' per la nostra vicinanza alla morte, perchè più sei vicino alla morte e più ti senti vivo e più sei vivo. E loro questo lo vedono, lo sentono..." Dice Hunt ad un certo punto. Questo gioco pericoloso li rende quasi disumani ai nostri occhi. L’idea che qualcuno riesca a giocare con la propria vita inebriandosi del pericolo è eccitante. Perfino l’introverso Lauda accetta un 20% di probabilità di morte, ogni volta che infila il casco e accende il motore. Certo, oggi le leggi sono cambiate, non si può più sfrecciare a quella velocità su un suolo bagnato o circondati dal pericolo. Ma prima si poteva eccome. Appena il semaforo diventava verde partiva la carneficina, di uomini martiri coraggiosi e folli.


Il film mette in tavola, oltre alle corse, alla velocità adrenalinica e agli abili attori, anche una certa dose di saggezza. Qualche frase buttata qua e là porta a riflettere: Un uomo astuto impara dal suo nemico più di quanto l’uomo stolto faccia dal suo migliore amico. Questo dice Lauda ad Hunt alla fine del film. Lo esorta a non sprecare il suo talento ormai decretato dalla vittoria mondiale. Ma a nulla valgono gli ammonimenti. Hunt ha voluto solo dimostrare, a se stesso e agli altri, di potercela fare. Mentre Lauda, instancabile, continuerà a correre, a sfidare la morte, ancora e ancora. Quindi sotto il velo di insulti e scaramucce, i due piloti si rispettano enormemente. I momenti migliori del film sono proprio gli attimi di umanità che emergono da due uomini così diversi, eppure così uguali; uno sguardo, un cenno di solidarietà, mostrano a tutti noi esempi di amicizia e lealtà, quasi commovente. Forse il regista poteva approfondire di più questo rapporto, o forse quei momenti di rispetto appena accennati, dicono già tutto. Anche l’amore emerge in un finale antieroico ma proprio per questo, eccezionale. Il ritiro dalla gara per rispetto di sua moglie. Lauda si dimostra il vero punto forte della narrazione.



venerdì 4 ottobre 2013

Un film per ogni umore.

Vi sentite stanchi? O tristi? Allegri? O avete bisogno di un paio d’ore per evadere dal mondo quotidiano? Ecco una lista di film che mi hanno emozionata, da vedere sempre, dove e con chi si vuole.
Perché i film, come i libri, sono amici dai quali si ricava sempre il conforto che si cerca, si ritrova la voglia di credere, di emozionarsi. Si immaginano e si conoscono vite lontane, diverse e stupefacenti. La fantasia è lo strumento più potente; ci libera dai vincoli della quotidianità, dai cattivi pensieri che ci legano alla terra, e si diventa chi si desidera essere. Vedere un film è un momento di intimità con se stessi, di pace interiore e relax.
Comincerei dalla commedia a mio parere, più divertente e particolare di tutte:

500 giorni insieme (500 days of Summer) - Joseph Gordon-Levitt, Zooey Deschanel

Tom e Sole sono una coppia o semplicemente amici? Lui pensa una cosa, lei un’altra. Sole crede che l’amore non esiste, Tom invece crede nell’anima gemella. Chi ne uscirà vincitore e chi vinto? Brillanti dialoghi sapientemente collocati, sono solo una cornice all’unicità delle riprese. Vedere per credere. Una stella va alla colonna sonora perfetta e ben guarnita, (spiccano gli Smiths). Sentire per credere.
Voto: 8.5
Descrizione: Terapeutico.
Per chi: Cinici, cuori infranti, romantici, amanti del buon gusto e del buon cinema.
Citazione: Questa è la storia di lui e di una lei. Ma vale la pena chiarirlo subito... Non è una storia d'amore.






Un mondo perfettoKevin Costner, di Clint Eastwood

O un film perfetto? Credo che pochi mi abbiano emozionato come questo piccolo capolavoro. Quasi nessuno lo conosce, ma per chi ha la fortuna di vederlo una volta nella vita, ti entra dentro. E ci resta. Un'amicizia paradossale ma profonda. Tra un bambino e un delinquente. L’uno troverà nell’altro qualcosa che desiderava ardentemente; un padre, un amico. Il contrasto tra la brutalità di un mondo in cui si arranca a tentoni verso il peccato, e la candida innocenza di un bambino, costretto a tenere in mano una pistola, ma che considera il suo rapitore semplicemente un padre. Una fuga verso un ideale irraggiungibile, di breve durata. Ma l’amore e la speranza non smettono mai di illuminarci.
Voto: 8.4
Descrizione: Meravigliosamente commovente
Per chi: riesce a vedere il buono nelle persone, e chi ama la suspense e un po’ di violenza.
Citazione: La macchina funziona un po' come la macchina del tempo: dietro di te c'è il passato, che ti sei lasciato alle spalle; davanti a te c'è il futuro. Puoi accelerare per farlo realizzare prima o, come preferisci, puoi rallentare. Goditi il presente finché puoi, Philip!

Marie Antoinette - Kirsten Dunst, di Sofia Coppola
Se penso a questo film mi vengono in mente: vestiti, tanti vestiti colorati, lusso sfrenato al limite del nauseabondo. Dolcissime pietanze, macarons, torte monumentali e champagne a fiumi. Feste da capogiro, gioielli sfarzosi e ammiccamenti in pubblico. Una donna potente, che ha fatto la storia. La “delfina” di Francia, un po’ spendacciona e un po’ passionale, ha sperperato una fortuna causando malcontento nei francesi inferociti. Una rivisitazione storica in chiave rock e modaiola, rende la pellicola scoppiettante. La Coppola finalmente ha fatto centro. Ossessionata infatti dalla moda, vita mondana e celebrità, che ricorrono un po’ troppo spesso nei suoi film. Ma qui ci stanno d’incanto.
Voto: 7.4 
Descrizione: Eccessivo e frivolo. Gioia per occhi e palato.
Per chi: i vanitosi, frizzanti, divertenti, ammiccanti, amanti della moda e della vita mondana.
Citazione: Ministro: Regina, il popolo non ha più pane. - Antonietta: Che mangino brioches!
                                  


Forrest Gump – Tom Hanks, Robin Wright, di Robert Zemeckis

Chi non ha mai sentito parlare di questo tontolone? Forrest Gump non è un uomo qualunque. Nonostante il suo ritardo mentale, sa dimostrare che nella vita, quello conta poco. Conta ciò che si vuole, più che ciò che si è. La storia di una vita straordinaria la sua. Di un uomo semplice ma con un grande cuore; forse il più coraggioso di tutti, umile e meraviglioso. L’amicizia, la guerra, l’amore, la morte. Ogni tema qui è sfiorato e poi lasciato andare, in un assaggio amaro ma squisito di un’esperienza inverosimile. Dal Vietnam al peschereccio di gamberetti; dal ping pong alla rissa con hippie arrabbiati, tutto questo per amore di Jenny, che ha sempre vegliato su di lui, il suo “Corri, Forrest, corri!” è ormai leggenda. Un film che insegna a non discriminare e ad amare indistintamente, per tutta la vita.
Voto: 8.3
Descrizione: Sorprendente e astuto.
Per chi: crede che l’impossibile sia in qualche modo possibile
Citazione: Stupido è chi lo stupido fa.








Sogni e delitti – Colin Farrell, Ewan Mc Gregor, di Woody Allen


Ah che brividi ogni volta che lo vedo. Film che esplora il tema della ricchezza e della povertà. E di cosa l’uomo è disposto a fare per andare avanti. Anche uccidere. E poi nascondere i misfatti sotto il tappeto, come se niente fosse. Nessuno qui è privo di colpe, a cominciare dal ricco zio dei due fratelli protagonisti, che chiede loro un favore un po’ troppo grande. Starà a loro capire la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è facile, tra i sogni e la realtà. Ma una volta deciso, non si torna indietro. Woody Allen non delude, cast azzeccato e scorci londinesi doc. Psicologia e crimine convergono in un'unica, abile prova: un tema spinoso quello dell’omicidio e dei sensi di colpa. Chi se ne esce fischiettando e chi invece non dimenticherà mai. Angosciante ma troppo vero.


Voto: 7.6
Descrizione: Opprimente e penetrante.
Per chi: ha voglia di un bel film a tinte fosche.
Citazione: Quanto lontano ti puoi spingere per realizzare i tuoi sogni?


Hunger games – Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, di Gary Ross


Il primo di un’avventurosa trilogia. Un film al femminile che vede distinguersi un’eroina forte e coraggiosa, saggia e testarda: Katniss Everdeen. Costretta a partecipare ad una gara con altri ventiquattro ragazzi, in cui l’unica realtà che si prospetta è la morte. Lei si batterà con audacia, senza dimenticare mai l’importanza della lealtà e dell’amicizia, anche in situazioni pericolose. Hunger games è uno tra i tanti film ambientati in un futuro postapocalittico, ma niente è scontato, tutto è originale e puro, come i cuori dei giovani protagonisti, che si troveranno ad affrontare una guerra, il cui esito dipenderà da loro. In attesa del secondo episodio, godiamoci questo sorprendente e coloratissimo film, farcito oltre che di fantasia, anche di opulenti banchetti, vestiti eccentrici e frecce argentate.
Voto: 7.8
Descrizione: Fantastico e avventuroso.
Per chi: ama il brivido di un gioco all’ultimo sangue.
Citazione: Possa la fortuna essere sempre a vostro favore.


Midnight in Paris – Owen Wilson, Rachel McAdams, di Woody Allen

Cosa c’è di meglio di un film per rivivere la spettacolare magia di Parigi? E per chi non ci fosse mai stato, di conoscerla! Woody Allen esprime al meglio il suo amore per la città e ce la mostra ad ogni ora del giorno e con ogni sfumatura. Sembra quasi di assaporare l’odore della pioggia mentre Gil passeggia tranquillamente per le sue strade bagnate; incontrando con la fantasia i più famosi personaggi della letteratura e della pittura: da Fitzgerald a Hemingway, da Salvador Dalì a Pablo Picasso, da T.S. Eliot a Gauguin. Insomma, una coltissima avventura notturna, tra balli scatenati e salti temporali. Dalla Parigi degli anni venti alla belle époque. Gil soffre della nostalgia di epoche passate, perchè non riesce a trovarsi bene nella sua. Ma forse con l’aiuto di una bionda francesina recupererà la speranza perduta. 
Voto: 8.0
Descrizione: romantico tour attraverso una Parigi bella come non mai.
Per chi: per i sognatori, amanti della cultura e delle città.
Citazione: Che Parigi esista e qualcuno scelga di vivere in un altro posto nel mondo sarà sempre un mistero per me!


                              
di Dafne Berdini

sabato 21 settembre 2013

La Francia in 7 giorni e in 7 foto: c’est fantastique!


1) Ah! Che gran posto la Francia. Per chi non la conoscesse bene basterebbe dire Tour Eiffel. Ma non è solo questo, c'è molto altro. 
Si pensi solo ai piccoli paesini deliziosi disseminati attorno all'Ile-de-France, che si diramano da Parigi: Fontainebleu, per dirne una. Sede di una reggia sontuosa e pittoresca, il cui suolo è stato attraversato da niente meno che Napoleone e Francesco I. Un luogo che ha fatto la storia, ma anche motivo di svaghi, caccia e divertimento. Il giardino di Diana parla chiaro. Un eden lussureggiante, decorato da fiori multicolori, in mezzo al quale troneggia la statua scultorea della dea della caccia. Tra un lago pieno di cigni e giardini alla francese, ben curati e sconfinati, è difficile già dover partire. Ma la prossima sorpresa è dietro l'angolo.
Sistemazione in una lussuosa suite francese. Per l'occasione serviva il libro della Nèmirovsky a portata di mano.


2) "Occorre che ciò che amo con diligenza, faccia perdere ogni speranza a ciò che detesto".
Questo disse Molière nella sua commedia La scuola dei mariti, che rappresentò gioiosamente in presenza di Luigi XIV nel castello di Vaux le Vicomte, situato nelle campagne a ridosso di Parigi, sempre nell’ Ile-de-France.
Si dice che il ministro delle finanze del re, Fouquet, organizzò una gran festa d'inaugurazione in suo onore, con tanto di magnifici balli, prelibati banchetti (serviti dal famoso chef Vatel, che si uccise poco dopo; coincidenza?) e pittoreschi fuochi d’artificio. Ma la stagione dello sfarzo durò poco. Forse per invidia, o forse per capriccio, il Re Sole fece imprigionare Fouquet, per poi condannarlo a morte.
Questi re incontentabili …
L’alone leggendario che aleggia intorno al castello di Vaux le Vicomte contribuì a donargli quella patina di mistero e di questioni irrisolte. Ancora oggi è molto visitato, nonché location di numerosi film; da Marie Antoniette di Sofia Coppola, a Vatel con il gran Gerard Depardieu. 
Avete mai sentito parlare della Maschera di ferro? Si pensa fosse lui, Fouquet, il misterioso prigioniero del quale mai si seppe l'identità. Ancora oggi si azzardano ipotesi. Che sia proprio lui? O un lontano parente di Luigi XIV? Non lo sapremo mai; ma questo non ci impedirà di tessere tele di ipotesi, film, azzardi e documentazioni tra le più disparate, su questa misteriosa figura. 

Insomma; Sontuosità. Eleganza. Sfarzo. Intrighi. Delitti. Misteri. Giardini alla francese. Questi gli ingredienti principali del castello di Vaux le Vicomte. Chilometri di florida vegetazione, artistiche fontane , labirinti, statue marmoree di puttini o leoni che si coccolano. Un posto che ha fatto la storia della Francia. Misterioso ed ammirato, chi lo tocca è fortunato!

                                       


3) Maison et jardins, Claude Monet. 
Esatto, proprio lui. Il romantico e colorato impressionista, suggestiona l’animo del viaggiatore. Chi passa per Giverny non può non visitare la splendida casa dalle imposte verde smeraldo, quello che fu il suo amato giardino, con il suo amato ponte ed i suoi amati fiori. Un laghetto luminoso è cinto da meravigliosi e numerosissimi tipi di fiori, dal più blu al più rosso, al più turchese, al più giallo. Per non parlare delle ninfee. Le sue amate ninfee, più volte dipinte ed immaginate da Monet, sono loro a donare al giardino quella sorta di patina fatata. Fa da sfondo al profumo dei fiori e al ronzare delle vespe sui nettari, il grande casolare. Stanze dai colori sgargianti e pastello: dalla gialla e calda cucina, all’azzurra stanza delle stampe giapponesi. E naturalmente, il suo studio. Immaginiamolo all’opera, con il pennello in mano, che ritocca i suoi capolavori. Assaporo compiaciuta quest’atmosfera idilliaca e rilassante, non tralasciando nemmeno il piccolo e ben fornito bookshop alla fine della visita. Grazie Claude, paesaggista barbuto e vivace, proprio come il tuo pennello.

                                           

4) Ecco La Normandia! Questa regione della Francia è scrigno di piacevoli sorprese per il curioso viaggiatore.
Precisamente la scoscesa rupe del Pointe Du Hoc, il 6 Giugno 1944, fu presa d’assalto dalle truppe scelte dell’esercito americano. I ranger americani si arrampicarono su di essa, chi rischiando la vita, chi perdendola, per liberare la Francia dall’assedio tedesco. Tante furono le vittime e tante le armi utilizzate. Gli enormi crateri scavati dalle bombe lasciano a tutti un groppo in gola. Tanta è l’emozione davanti a questo spettacolo, tanta la rabbia per gli orrori e le croci che la guerra ancora trascina dietro di sé. Trincee di cemento, asfissianti bunker, attraversano la vasta e desertica zona. L’Oceano svetta di fronte agli occhi. È un confine, un’estremità, una testimonianza storica indelebile. 

Il cimitero americano è qualche chilometro più lontano, e non lascia spazio all’immaginazione. È tutto lì, davanti ai nostri sguardi meravigliati: migliaia di bianche, lucide e marmoree croci simmetriche si stagliano all’orizzonte di un verde accecante e di un blu cobalto. Boston, New York, Chicago, Illinois. James, Patrick, Frank, Daniel, Matthew… e tanti altri giovani persero la vita, risucchiati da un orrore mai sopito, chiazzato di rosso. Il cimitero americano è questo. Enormi e solenni monumenti ai caduti; oceano, prato, fiori variopinti. E morte. I vivi calpestano gli steli, accarezzando qualche croce, in questa languida corrispondenza di amorosi sensi, chiedendosi perché. Mentre attraversano in rispettoso silenzio quell’immensa distesa di anime a riposo.

                            

5) Se io nominassi Saint-Malo a qualunque francese, cosa risponderebbe? Che è una famosa località balneare sulla costa della Bretagna, cinta da mura medievali altissime. Ma perché Saint-Malo è così speciale? Perché il suo litorale è il più esposto al fenomeno delle maree. Cioè l’oceano che si innalza e si abbassa, giornalmente e periodicamente. Questa catartica meraviglia è per il visitatore uno spettacolo unico e vitalizzante. Le forze della Natura contro l’uomo, che può solo adattarsi ed arrendersi ad essa. Le grandi mura servono infatti a tamponare il riflusso marino, ed enormi tronchi d’albero sono infissi nella sabbia, per spezzare la forza centrifuga delle onde. Ci sono stagioni in cui il mare arriva fino ai primi piani delle abitazioni. D’estate gli abitanti dai biondi capelli si stabilizzano giornalmente sulle piccole spiagge e lagune oceaniche create dalle maree. Le piscine artificiali sono una delizia per i bambini, alghe, sassi, sole e sabbia. Ma niente ombrelloni, perché dalle 19 bisogna andarsene, per evitare di venir risucchiati dall’oceano. Il simbolo di Saint-Malo è l’ermellino perché, leggenda vuole fosse l’animale più pulito: “Meglio morire pulito, che vivere sporco”, ciò indica l’integrità morale del popolo bretone. Sotto il livello del mare, intorno alla città, sono disseminate isole che si scoprono solo al calare delle maree. Questo scherzetto lo giocarono i francesi alle navi nemiche, ai tempi della guerra, che inspiegabilmente affondavano ancor prima di toccare terra. Una divertente storiella vede protagonista un gatto, trovatosi solo in una piccola via che stavano per bombardare: al momento dell’impatto venne schiacciato sulla parete, in una posizione grottesca e simpatica, come se stesse ballando. Da lì il nome della via è proprio: “Rue du chat qui danse”(il gatto che balla).
Un posto inspiegabilmente e meravigliosamente unico, per chi voglia stupirsi ancora, come quando era bambino. Da vedere! 

                             

6) Di Mont Saint-Michelle che posso dire? Se non sai cosa aspettarti, prova l’effetto sorpresa, che lascia senza fiato. - Un castello incantato - ho pensato, mentre la navetta ci portava proprio sotto le pendici dell’isolotto. Guardandolo e varcando la soglia delle mura, sembra davvero di allontanarsi dalla civiltà e sfogliare le pagine di un libro di fiabe. È alto, alto, alto, e in cima si posa l’antichissimo monastero, disseminato di guglie appuntite, campanili, torrette, e sotto ancora le case, una sull’altra. Piccole, grandi, di legno, con le imposte colorate. E naturalmente le mura che cingono il paesino, mura dalle quali si vede l’oceano e piene di negozietti turistici. E poi feritoie, cannoni. La guerra si è fatta sentire anche qui, ma Mont Saint-Michelle è riuscito a salvarsi dall’occupazione straniera, grazie alla sua posizione invidiabile, naturalmente. E le maree non mancano mai. Mare e sabbia, mare e sabbia. Di notte si può uscire solo con la barca. Cosa c’è di più fantasioso e delizioso di questa elettrizzante magia della natura? Salire in cima è da brividi, ma brividi belli, brividi forti, nuovi e irripetibili. Poi su e ancora più su! Mi sembra quasi di toccare il cielo. La statua dorata di San Michele sormonta tutto e tocca le nuvole. Questa delizia normanna fa parte, ovviamente, dei patrimoni mondiali dell’umanita dell’UNESCO. Tres jolie!


7) Come poteva mancare una visitina alla città dell’amore? “Parigi ha la chiave del cuor, ovunque profumo d’amor!” cantava Anastasia. Ma a Parigi l’amore non è solo tra le persone. È in ogni angolo, rue o boulevard, è nel profumo fragrante che emana dalle brasserie, è nelle vetrine dei bistrot, dove intravedi un via vai di persone che si incontrano per chiacchierare, è in un bon bon alla crema del Cafè de la Paix. È nelle sconfinate vie delle quali non si scorge la fine, è nella freschezza e pulizia dei mille giardini fioriti, è nei recinti neri e dorati, che la rendono e ci rendono, un po’ re e regine. L’amore è negli artistici ponti che solcano la Senna, nei venditori di libri vicino al fiume, nei vicoletti illuminati dai lampioni; è nella lingua francese, così delicata, così fremente di vitalità. È nella tiepida luce rosata dell’alba, quando illumina la Tour Eiffel. È nella cattedrale di Notre Dame, magnifica, così pregna di storia. È nelle vie dei negozi alla moda, nelle vetrine colorate e luminose, nello stupore che infonde a chi la guarda. Parigi rende tutti un po’ sognatori, un po’ stralunati. La percepisco come una città vanitosa ed incipriata, coperta da secoli di sfarzi e opulenza, ma anche ferite di guerra. È una donna altezzosa, una bambina un po' capricciosa, un po' imbronciata, che arrossisce se la guardi troppo. E nello stesso tempo di una bellezza disarmante e un po’ nauseabonda. Per questo tocca il cuore, lo sfiora e lo solletica. E ci resta per sempre.



  di Dafne Berdini